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Categoria: Tecnologia Fotografica

Tutto quello che c’è da sapere sulla tecnologia nella fotografia.

Come funziona la fotocamera – Il pentaprisma

6 febbraio, 2011 (14:27) | Fotografia, Tecnologia Fotografica | Di: neutrino

Continuando il nostro percorso ci troviamo a passare attraverso lo schermino di messa a fuoco e il pentaprisma che fanno parte del sistema di puntamento della reflex, il mirino per intenderci meglio.

Dopo essere stata riflessa dallo specchietto, di cui abbiamo parlato in un articolo precedente, la luce passa attraverso lo schermo di messa a fuoco. Questo vetrino trasparente ha incisi i vari riferimenti per la messa a fuoco, che sono i puntini neri che ci fanno decidere dove focalizzare, e ci permette di vedere impresse le informazioni utili come l’esposizione, il flash e altre dipendenti dai modelli di fotocamere.  Quando scegliamo un punto preciso dove mettere a fuoco, sullo schermo  viene proiettato il puntino rosso che vediamo nel mirino e che ci indica l’avvenuta focalizzazione. Sotto è possibile osservare una foto del particolare.

Passato lo schermino si attraversa il pentaprisma che porta al nostro occhio la luce riflessa dallo specchio ma allo stesso tempo raddrizza anche l’immagine che altrimenti ci apparirebbe sottosopra e con la destra e la sinistra scambiati di posto, infatti il suo nome deriva proprio dal fatto di essere un prisma a 5 facce. Per questo componente non c’è molto altro da dire visto che si limita raddrizzare l’immagine, non ha regolazioni o altre proprietà. Sotto è possibile vedere una foto del pentaprisma.

 

Bene, con questo articolo abbiamo concluso il nostro viaggio nel percorso ottico dall’obiettivo al mirino ottico.

A presto!

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Come funziona la fotocamera – cap.5

30 gennaio, 2011 (23:01) | Fotografia, Tecnologia Fotografica | Di: neutrino

In questo articolo parleremo del sensore digitale della nostra fotocamera reflex che da alcuni anni ha sostituito la vecchia pellicola analogica e ha reso possibile rivedere subito le foto scattate per endersi conto se c’è qualcosa che non va nella composizione o se sono corrette. Vedremo che ci sono diversi tipi di sensori a seconda del tipo di fotocamera con caratteristiche, ovviamente, diverse.

I sensori utilizzati nelle reflex hanno tre formati:

  • Full Frame: equivalente, in demensioni, al fotogramma della vecchia pellicola (35mm)
  • APS-H: Leggermente più piccolo del precendente e con un fattore di crop di 1,3, che equivale a moltiplicare per 1,3 la lunghezza focale dell’obiettivo.
  • APS-C: Montato sulla maggior parte delle reflex entry level e semi-pro, il più piccolo tra i tre tipi, e ha un fattore di crop, rispetto al full frame, che varia da 1,5 a 1,7 a seconda del produttore.

Quando si parla di sensori APS-C o APS-H si deve sempre tenere presente il loro fattore di crop, che significa ritaglio, perchè la porzione di scena ripresa è minore rispetto al fotogramma classico. La maggior parte degli obiettivi in commercio, a meno che non sia indicato dal produttore, non sono prodotti per il formato APS-C ma per il formato pieno (FULL FRAME) e quindi il fattore di crop del sensore diventa automaticamente un moltiplicatore della focale. In pratica con un fattore di crop di 1,6 (Canon), un obiettivo da 50mm diventerà: 50mm x 1,6 = 80mm, per Nikon che ha un fattore di 1,5 sarà da 75mm. In più utilizzaremo la parte migliore dell’obiettivo escludendo la sua periferia che introduce solitamente degli effetti di distorsione e una perdita di qualità dell’immagine.

Il sensore è un dispositivo elettronico che ha una superficie sensibile alla luce, su questa sueprficie è presente un sottilissimo filtro che serve per far raggiungere un solo colore, tra i colori primari, ad un rispettivo fotorilevatore . I colori filtrati sono il rosso (RED), il verde (GREEN) e il blu (BLUE), da qui RGB e in base alla loro miscelazione si ottengono tutte le sfumature esistenti. Questo significa che ogni pixel del sensore  è composto da tre fotorilevatori di luce, quindi un sensore da 10 mega pixel (10 milioni) avrà 30 milioni di rilevatori. E possibile notare il filtro inclinando il sensore controluce osservando la comparsa del riflesso colorato rosso, verde e blu.

Sotto possiamo vedere una foto di un sensore smontato:

L’immagine catturata dal sensore viene elaborata da un processore apposito che applica eventuali filtri o effetti e poi salva l’immagine nel formato e con la gamma dinamica impostati dal fotogafo. Le reflex possono gestire due formati di file: il jpeg (jpg) che è standard e il formato RAW che invece è proprietario del produttore. Quest’ultimo genera file di altissima qualità, non compressi, ma di grande peso, occupano molto spazio sulla scheda di memoria.Il file RAW è considerato il negativo digitale in quanto, con software appositi, si possono aggiustare tutti i parametri di scatto come se stesimo per scattare nuovamente la foto ma non si perdono informazioni. Il formato jpg, invece, è a perdita e quindi ogni modifica non permette di riportare il file alle codizioni originali, in più non è possbile modificare i parametri di scatto e in questo caso bisognerà scattare nuovamente la foto con parametri diversi.

Credo di aver detto tutto. Continueremo il nostro viaggio la prossima volta.

A presto!

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Come funziona la fotocamera – cap. 4

23 gennaio, 2011 (22:10) | Fotografia, Tecnologia Fotografica | Di: neutrino

Proseguendo nell’analisi del percorso ottico ci troviamo davanti allo specchietto che ci permette di vedere la scena inquadrata attraverso il mirino, in realtà questo dispositivo ha una parte centrale semi trasparente che serve al sensore della messa a fuoco per capire se l’immagine è nitida nel punto selezionato dal fotografo. Lo specchietto, in posizione di riposo, è inclinato di 45 gradi ed è in linea con l’obiettivo che vi si trova davanti, dietro di lui si trova l’otturatore e sopra lo schermo di messa a fuoco con il mirino. Quando si preme il pulsante di scatto lo specchietto si solleva per permettere il passaggio della luce attraverso l’otturatore che si apre e scopre il sensore, o la pellicola; poi tutto ritorna in posizione di riposo. Nell’immagine sottostante è possibile vedere come esso appare togliendo l’obiettivo dalla fotocamera.

Quando esso si solleva va porsi davanti allo schermo di messa a fuoco che si trova nella parte superiore del bocchettone della reflex, così si libera la parte posteriore che ospita l’otturatore; infatti al momento dello scatto si può notare, per una frazione di secondo, l’oscuramento del mirino. E’ importante sapere che specchietto e otturatore sono perfettamente sincronizzati e tanto rimane aperto l’otturatore, altrettanto lo specchietto resta sollevato.

L’otturatore è un dispositivo formato da lamelle che scorrono l’una sull’altra e ne esistono di due tipi, centrale o tendina; le fotocamere moderne utilizzano l’ultimo tipo. La velocità di otturazione si misura in frazioni di secondo o secondi in caso di lunghe esposizioni, quindi se impostiamo un tempo di otturazione di un secondo significherà tenere aperta la tendina, quindi esposto il sensore alla luce, per un secondo. Nell’immagine sottostante è possibile vedere un otturatore smontato dalla fotocamera.

Come è possibile notare la tendina è composta di quattro elementi che scorrono l’una sull’altra e permettono alla luce di colpire il sensore o la pellicola, attualmente ci sono fotocamere che arrivano a velocità di otturazione di 1/4000 secondi per le esposizioni brevi e per quelle lunghe a 30 secondi, non prendendo in considerazione la posa B (bulb) che permette di tenere aperta la tendina per un tempo di parecchi minuti e in alcuni casi anche di ore.

Nel prossimo articolo parlerò del sensore e delle sue caratteristiche.

A presto!

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Come funziona la fotocamera – cap. 3

22 gennaio, 2011 (18:24) | Fotografia, Tecnologia Fotografica | Di: neutrino

In questo capitolo vedremo il funzionamento dei componenti presenti nello schema ottico di una reflex che abbiamo visto precedentemente.

L’obiettivo è un tubo cilindrico contenente un gruppo di lenti che servono per far convergere la luce sul sensore, o la pellicola, in modo da poterla memorizzare. Ogni obiettivo è caratterizzato da una lunghezza focale che rappresenta la distanza in millimetri dal suo centro al piano focale rappresentato dalla superficie del sensore. Solitamente è composto da più gruppi di lenti che subiscono trattamenti specifici contro le aberrazioni cromatiche, la distorsione a barilotto ed altri ancora a seconda del produttore. L’immagine sottostante mostra uno spaccato di un’obiettivo a focale fissa.

Un gruppo di lenti serve per gestire la messa a fuoco dell’immagine, tramite un anello che è possibile ruotare a mano o far gestire dall’autofocus della reflex. I moderni obiettivi hanno anche un sistema di stabilizzazione dell’immagine effettuato con delle lenti aggiuntive flottanti che controbilanciano eventuali tremolii in fase di scatto. Questo sistema è molto utile quando si scattano fotografie con tempi di otturazione più lunghi della lunghezza focale dell’obiettivo. Quando tratterò la problematica della velocità di otturazione spiegherò anche quest’ultima affermazione, per il momento teniamo presente che se stiamo scattando una fotografia con un obiettivo di lunghezza focale pari a 50mm, non dobbiamo scendere al di sotto di 1/50 di secondo per la velocità di otturazione; altrimenti otterremo una foto con problemi di nitidezza legati al micro-mosso.

All’interno dell’obiettivo è presente il diaframma, che è un sistema meccanico formato da alcune lamelle che strisciando l’una sull’altra fanno si che si formi un foro di una certa dimensione atto a far passare la luce. Questo dispositivo è molto importante perchè ci permette di gestire la profondità di campo, oltre alla quantità di luce che arriverà sul sensore, e così sarà possibile isolare un soggetto oppure includere più soggetti all’interno del piano di fuoco scelto, aumentando la profondità di campo. L’immagine sotto mostra un diaframma smontato da un’obiettivo Canon.

Nella foto si può notare il complesso meccanismo che fa scivolare le lamelle l’una sull’altra e che permette di stringere o allargare il foro centrale. Il sistema è gestito da un motore passo passo che la fotocamera attiva e che forma un foro della dimensione scelta dal fotografo o automaticamente in base al programma impostato. Come potete vedere il foro non è esattamente circolare ma esagonale perchè sono presenti sei parti striscianti.

Nel prossimo articolo continueremo il nostro percorso all’interno della fotocamera.

A presto!

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Come funziona la fotocamera – cap. 2

15 gennaio, 2011 (17:30) | Fotografia, Tecnologia Fotografica | Di: neutrino

Nel capitolo precedente abbiamo visto da cosa è composta tipicamente una fotocamera, tralasciando la differenza tra compatte, reflex e le bridge (ultima novità sul mercato);  questo perchè le basi di funzionamento sono le stesse.

Qui ci occuperemo solo delle fotocamere reflex e impareremo ad usare questo tipo di strumento che è il più completo per funzioni  meccaniche, elettroniche, software e il più versatile per gamma ottica, vista la possibilità di cambiare gli obiettivi a seconda della tipologia di fotografia scelta.

Le fotocamere reflex vengono chiamate così perchè il fotografo usa un mirino ottico per inquadrare la scena da fotografare che, a differenza delle macchine compatte, gli permette di vedere il soggetto passando attraverso l’obiettivo; quindi può rendersi conto esattamente di ciò che sta per riprendere. Questo è permesso da uno specchietto inclinato di 45 gradi che riflette la luce in arrivo dall’obiettivo dirottandola verso un pentaprisma che è il mirino stesso. Questa è una peculiarità importante delle reflex perchè ci da la possibilità di poter vedere delle informazioni utili alla ripresa direttamente nel mirino ottico senza dover staccare lo sguardo dalla scena per cambiare i parametri di scatto, tipo l’apertura del diaframma, il punto di messa a fuoco ecc… ecc…

Qui sotto possiamo notare il percorso ottico che fa la luce e quindi l’immagine, per raggiungere l’occhio del fotografo:

Percorso ottico della luce

Percorso ottico della luce nella reflex

Cominciamo a dare un nome alle parti indicate nel disegno:

  1. Obiettivo
  2. Specchietto
  3. Otturatore a tendina
  4. Sensore immagine o pellicola fotografica
  5. Schermo di mesa a fuoco
  6. Lente
  7. Pentaprisma o Pentaspecchio
  8. Lentina del mirino

Al momento dello scatto lo specchietto si alza facendo perno sul lato lungo superiore, scoprendo così il sensore o la pellicola permettendo la registrazione dell’immagine.

Nel prossimo articolo cominceremo a prendere in considerazione le parti indicate e ne spiegheremo le funzioni.

A presto!

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