In questo articolo parleremo del sensore digitale della nostra fotocamera reflex che da alcuni anni ha sostituito la vecchia pellicola analogica e ha reso possibile rivedere subito le foto scattate per endersi conto se c’è qualcosa che non va nella composizione o se sono corrette. Vedremo che ci sono diversi tipi di sensori a seconda del tipo di fotocamera con caratteristiche, ovviamente, diverse.
I sensori utilizzati nelle reflex hanno tre formati:
- Full Frame: equivalente, in demensioni, al fotogramma della vecchia pellicola (35mm)
- APS-H: Leggermente più piccolo del precendente e con un fattore di crop di 1,3, che equivale a moltiplicare per 1,3 la lunghezza focale dell’obiettivo.
- APS-C: Montato sulla maggior parte delle reflex entry level e semi-pro, il più piccolo tra i tre tipi, e ha un fattore di crop, rispetto al full frame, che varia da 1,5 a 1,7 a seconda del produttore.
Quando si parla di sensori APS-C o APS-H si deve sempre tenere presente il loro fattore di crop, che significa ritaglio, perchè la porzione di scena ripresa è minore rispetto al fotogramma classico. La maggior parte degli obiettivi in commercio, a meno che non sia indicato dal produttore, non sono prodotti per il formato APS-C ma per il formato pieno (FULL FRAME) e quindi il fattore di crop del sensore diventa automaticamente un moltiplicatore della focale. In pratica con un fattore di crop di 1,6 (Canon), un obiettivo da 50mm diventerà: 50mm x 1,6 = 80mm, per Nikon che ha un fattore di 1,5 sarà da 75mm. In più utilizzaremo la parte migliore dell’obiettivo escludendo la sua periferia che introduce solitamente degli effetti di distorsione e una perdita di qualità dell’immagine.
Il sensore è un dispositivo elettronico che ha una superficie sensibile alla luce, su questa sueprficie è presente un sottilissimo filtro che serve per far raggiungere un solo colore, tra i colori primari, ad un rispettivo fotorilevatore . I colori filtrati sono il rosso (RED), il verde (GREEN) e il blu (BLUE), da qui RGB e in base alla loro miscelazione si ottengono tutte le sfumature esistenti. Questo significa che ogni pixel del sensore è composto da tre fotorilevatori di luce, quindi un sensore da 10 mega pixel (10 milioni) avrà 30 milioni di rilevatori. E possibile notare il filtro inclinando il sensore controluce osservando la comparsa del riflesso colorato rosso, verde e blu.
Sotto possiamo vedere una foto di un sensore smontato:

L’immagine catturata dal sensore viene elaborata da un processore apposito che applica eventuali filtri o effetti e poi salva l’immagine nel formato e con la gamma dinamica impostati dal fotogafo. Le reflex possono gestire due formati di file: il jpeg (jpg) che è standard e il formato RAW che invece è proprietario del produttore. Quest’ultimo genera file di altissima qualità, non compressi, ma di grande peso, occupano molto spazio sulla scheda di memoria.Il file RAW è considerato il negativo digitale in quanto, con software appositi, si possono aggiustare tutti i parametri di scatto come se stesimo per scattare nuovamente la foto ma non si perdono informazioni. Il formato jpg, invece, è a perdita e quindi ogni modifica non permette di riportare il file alle codizioni originali, in più non è possbile modificare i parametri di scatto e in questo caso bisognerà scattare nuovamente la foto con parametri diversi.
Credo di aver detto tutto. Continueremo il nostro viaggio la prossima volta.
A presto!
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