Viaggio all’interno del PC – Le porte di connessione alle periferiche esterne
Come ho accennato in articoli precedenti, il computer ha il bisogno di accedere a periferiche esterne come un disco rigido, una stampante, un modem ecc… ecc… Per poter accedere alla stampante, per esempio, ha bisogno di un mezzo di comunicazione, il cavo, e un modo per comunicare; nasce così la porta di comunicazione che racchiude sia il mezzo fisico che il modo per traferire o ricevere i dati. In questo articolo parlerò delle varie porte di connessione, per cosa sono usate, come riconoscerle e il simbolo grafico che le contrassegna nella descrizione delle caratteristiche del computer o delle periferiche ad esso collegate. Iniziamo con la porta più diffusa attualmente per via dei dispositivi di archiviazione esterni come gli hard disk o le pendrive, la porta USB.
USB (Universal Serial Bus) sta ad indicare un sistema di comunicazione dei dati universale fatto tramite un bus dati seriale, il cavo è composto da quattro fili che portano rispettivamente l’alimentazione, il ground, e due per i dati. I dispositivi possono essere collegati su questo tipo di porte a caldo, ovvero senza il bisogno di spegnere e riaccendere il pc e possono essere alimentati direttamente dal computer evitandoci così di dover cercare una presa di corrente vicina per alimentare il dispositivo. Il cavo USB è quello visibile nella foto sottostante.
Lo standard USB è arrivato alla versione 3, ogni versione indica un aumento della velocità di trasmissione dei dati, la 1.0 viaggiava ad una velocità di 1,5Mbit al secondo, la 1.1 trasferiva a 12Mbit al secondo, la versione 2.0 che è in uso in maniera molto diffusa al giorno d’oggi va a 480Mbit al secondo, la versione 3 appena uscita promette collegamenti a ben 4,8Gbit al secondo.
L’antagonista della USB è la porta fire wire che è leggermente più veloce nel trasferire i dati ed è stata molto utilizzata per le apparecchiature video digitali fino alla comparsa dello standard USB 2.0.
Lo standard Fire Wire o IEEE1394 è di proprietà Apple, la versione 400 supporta fino a 400Mbit al secondo mentre la versione 800, poco diffusa in realtà, supporta fino a 800Mbit al secondo. Il fatto che Apple chieda delle royalties ai produttori di dispositivi per l’utilizzo dello standard brevettato ne ha sfavorito l’utilizzo su dispositivi non prodotti da Apple e allo stesso tempo ha favorito l’evoluzione dello standard USB. Il cavo fire wire 4oo è composto da 6 fili mentre il cavo fire wire 800 è composto di nove fili. Un esempio di cavo fire wire 400 è visibile nella foto sottostante.
Questo simbolo lo si trova accanto al connettore dedicato al collegamento del cavo di rete LAN (Local Area Network), la rete dati ad alta velocità per collegare tra loro i computer dello stesso ufficio o della stessa casa. Questo tipo di collegamento è ad alta velocità e trasferisce i dati a 100 Mbit/sec utilizzando hardware standard e cavi di categoria 5; attualmente si può raggiungere anche 1 Gbit/sec ma occorre avere una scheda di rete molto più costosa e performante e cavi in categoria 6. In ambito di piccoli uffici o imprese non c’è bisogno di spingere la rete a 1 GBit/sec e si possono abbattere i costi dell’hardware utilizzando switch e hub di rete che sono molto commercializzati e quindi più economici. Sulla rete LAN si possono trovare collegati, oltre ai computer, anche stampanti, hard disk (NAS), scanner, fax, router, modem adsl e persino TV e lettori DVX di ultima generazione. Sotto sono visibili le foto del cavo di connessione e della porta, il connettore è anche chiamato RJ45 e al suo interno ha 8 contatti elettrici.
Cavo Lan
Porta Lan
Questo simbolo lo si trova generalmente vicino ad un led che, se acceso, indica la possibilità di utilizzare la rete wireless WLAN (Wireless Local Area Network) per collegarsi ad internet o a periferiche di rete condivise. La trasmissione dei dati avviene via onde radio sulla frequenza dei 2,4 GHz e oggi si possono raggiungere anche i 108 Mbit/sec superando di poco la velocità tipica dei dati su rete LAN. Questo tipo di rete è soggetta a restrizioni e a password che dovrebbero essere sempre utilizzate per prevenire, o almeno rendere più difficoltoso possibile, l’utilizzo della propria rete wireless casalinga o dell’ufficio a persone non autorizzate, occorre ricordare che il proprietario della rete wireless è responsabile dell’utilizzo della stessa da parte di terze persone.
Questo simbolo se trovato sulla confezione del prodotto indica che si sta acquistando un dispositivo compatibile con lo standard WIFI e quindi con le reti wireless; se lo si trova come cartello appeso ad un muro sta ad indicare che in quella zona è presente un punto, HOT SPOT, dove è possibile usare un collegamento wireless a pagamento o gratuito per navigare in internet.
Questo simbolo indica che il computer supporta la possibilità di collegare dispositivi come telefoni, palmari, computer, auricolari, tastiere, mouse ecc… che usano segnali radio a corto raggio, cioè non superano i 10 metri di distanza. Questo standard può gestire fino a 7 dispositivi collegati contemporaneamente ma non possono essere gestiti insieme, solo uno alla volta può comunicare con il dispositivo considerato master.
Questa foto mostra il classico connettore al quale collegare il monitor analogico, è dotato di 15 fori e il cavo che colleghiamo ha la presa di colore azzurro proprio per indicare all’utente inesperto dove andare a collegare il cavetto. Lo standard analogico è diventato quasi obsoleto da quando sono diventati di uso comune i monitor LCD digitali ma si trovano ancora in commercio schede video sia digitali che analogiche fatte apposta per collegare dei proiettori o dei televisori con ingressi ancora analogici, è probabile che nei prossimi anni questo tipo di connessione tenda a scomparire dal mercato.
Questa foto mostra il connettore video dedicato ai monitor digitali ormai molto diffusi e a costi anche molto contenuti, lo standard è quello denominato DVI (Digital Visual Interface). Questo particolare ingresso ha la proprietà di poter gestire sia segnali digitali che analogici e ha 3 configurazioni principali: DVI-I, DVI-D, DIV-A.
Il più completo è il DVI-I che gestisce sia segnali analogici che digitali e, per la parte digitale, ha due configurazioni aggiuntive: Single Link e Dual Link. Il single link permette di utilizzare un massimo di 165 Milioni di pixel per una risoluzione standard massima di 1920 x 1200 (16:10), il dual link permette di aggiungere un secondo canale dati raddoppiando di fatto la quantità di dati trasmessi e in questo modo si possono raggiungere risoluzioni video di 2560 x 1600 pixel (16:10).
Configurazione connettore DVI-I
La configurazione DVI-D gestisce solo segnali digitali e anch’essa ha le due configurazioni aggiuntive Single Link e Dual Link di cui ho parlato poco fa.
Configurazione connettore DVI-D
La configurazione DVI-A gestisce solo segnali analogici e si possono trovare in commercio dei cavi che hanno una parte di connessione DVI-A e l’altra SVGA per i monitor analogici classici.
Configurazione connettore DVI-A
Questo simbolo indica che il prodotto che stiamo acquistando è in grado di gestire lo standard HDMI (High Definition Multimedia Interface) e che quindi ha anche un connettore apposito per il collegamento di altri dispositivi video HDMI. Questo nuovo standard multimediale garantisce l’alta definizione video sui display LCD o Plasma , è stato introdotto con i lettori Blue Ray ha decisamente innalzato la qualità video nei TV per intrattenimento. Il formato HDMI trasporta pure l’audio digitale in dolby surround 5.1 permettendo quindi anche il collegamento con dispositivi di amplificazione che gestiscono i vari satelliti per il suono spaziale. Attualmente la versione in commercio è la 1.4 che ha introdotto anche la gestione dei segnali per il 3D nei nuovi TV per la visione tridimensionale tramite l’utilizzo di appositi occhialini polarizzati elettronicamente.
Configurazione cavo HDMI
La connessione HDMI comincia a trovarsi su schede video di fabbricazione recente e su notebook fascia medio-alta, esistono anche cavi che permettono la conversione da HDMI a DVI-D. La risoluzione video standard per questo tipo di connessione è di 1920×1080 (1080p) ma le ultime versioni possono arrivare a 2560×1440 (1440p).
Esempio di cavi HDMI
Questa immagine mostra una porta COM, basata sullo standard di comunicazione dati RS232, oggi scomparsa dai computer di ultima generazione perchè soppiantata dalle più evolute e veloci USB ma fino a circa dieci anni fa era ancora molto utilizzata; la maggior parte dei modem analogici veniva collegata ad essa. Il cavo è composto da nove fili che portano i dati in forma seriale e vari controlli per gestire la comunicazione tra i due dispositivi collegati.
Questa immagine mostra una porta LPT per collegare le stampanti e anch’essa ormai sta scomparendo perchè sostituita dalle porte USB. Il trasferimento dei dati avviene ad 8 bit in forma parallela, quindi su 8 fili, mentre gli altri piedini sono dei controlli aggiuntivi per la comunicazione; in totale il cavo è composto da 25 fili.
Questa immagine mostra una porta PS2 usata ancora oggi per collegare mouse (colore verde) e tastiera (colore viola) nonostante i due dispositivi esistano in versione USB e wireless.
Con questo è tutto, a presto!
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