Con la possibilità di acquistare hard disk di capacità sempre più elevata e a costi sempre più bassi, si è sviluppata la tendenza ad archiviare di tutto, documenti personali, fotografie, video e molto altro senza preoccuparsi di farne delle copie. Il fatto di non preoccuparsi di avere un back up dei propri dati può essere molto pericoloso perchè i dispositivi di massa non durano in eterno e prima o poi il nostro fidato hard disk ci abbandona senza preavviso e sempre sul più bello. Anni fa era praticamente impossibile recuperare i dati persi senza affidarsi ad enti specializzati sborsando molti soldi ma oggi ci vengono in aiuto software gratuiti spesso anche molto potenti, l’unico limite è la rottura meccanica del dispositivo e in questo caso non si recupera nulla.
Vagando nella rete alla ricerca di un software gratuito e abbastanza potente mi sono imbattuto in un tool chiamato testdisk che mi ha stupito per le potenzialità che ha e che non ho trovato in altri prodotti. Questo software è disponibile sia per windows, sia per MAC per linux e altri sistemi operativi, non ha un’interfaccia grafica stile windows e questo può disorientare l’utilizzatore ma bastano pochi minuti per prendere subito confidenza con i comandi.
Una volta scaricato l’archivio in formato zip lo si può decomprimere dove si vuole, il software non necessita di installazione e può essere tranquillamente usato da pendrive. Nella cartella decompressa troveremo il file eseguibile (per windows) testdisk_win.exe, cliccandoci due volte sopra si aprirà una finestra stile DOS.
Questo tool ha le seguenti caratteristiche:
- Ripara le tabelle di partizione e recupera le partizioni eliminate
- Può recuperare il settore di Boot di una FAT32 da un backup
- Può ricostruire i settori di boot di partizioni FAT12 / 16 / 32
- Può ricostruire i settori di boot di partizioni NTFS
- Può recuperare il settore di boot di una NTFS da un backup
- Può riparare un MFT
- Può copiare i dati di partizioni cancellate del tipo FAT, NTFS, ext2/ext3/ext4
- Può recuperare i file cancellati da partizioni FAT, NTFS ed ext2.
Io ho avuto modo di testare questo programma proprio per recuperare i dati da un hard disk che ha perso tutte le partizioni a seguito di un crash di windows che ha danneggiato la tabella delle partizioni. Generalmente ci si scoraggia subito quando il nostro hard disk viene visto ma il sistema ci chiede di formattarlo perchè lo rileva come se fosse nuovo e non partizionato. Invece il dispositivo è finito in uno stato definito RAW, grezzo, in pratica con le partizioni non definite ma molto spesso i dati ci sono, è il sistema operativo che non è in grado di capire come sono memorizzati. Avevo già provato a recuperare le partizioni con software di altri produttori ma senza successo e quello che mi ha colpito di testdisk è stata l’estrema facilità di accesso ai dati e il recupero successivo per farne un backup prima di tentare di riparare la tabella di partizione.
La prima schermata che ci si presenta una volta lanciato l’applicativo ci permette di scegliere se creare un file di log, continuare a scrivere in un file già esistente o non creare per niente il file. Per scegliere è sufficiente spostarsi con i tasti di direzione su una delle tre opzioni e premere “INVIO“. Di seguito la schermata iniziale.

Dopo aver scelto cosa fare con il file di log, la schermata successiva ci presenta l’elenco degli hard disk rilevati indicandoci la loro capacità e il modello, anche in questo caso basta schiacciare i tasti di direzione per selezionare il disco che ci interessa, con i tasti destro e sinistro si deve decidere se procedere (Proceed) o abbandonare (Quit). La schermata di selezione è la seguente:

Procedendo ci si presenterà una schermata in cui dobbiamo selezionare il tipo di partizione che intendiamo analizzare o che prima era memorizzata sul disco che stiamo testando Qui un utente poco esperto può rimanere disorientato; il tipo di tabella di partizione di un pc windows è Intel/PC partition. Nell’immagine successiva è possibile vedere l’elenco che ci apparirà.

Premendo “Invio” si conferma per quale tipo di computer si deve analizzare il disco e la schermata successiva ci mostra le opzioni disponibili per il tipo di recupero che dobbiamo fare. Come è visibile nella prossima immagine è possibile:
- Analizzare il disco per trovare le partizioni perdute (Analyse)
- Usare degli strumenti avanzati per il filesystem (Advanced)
- Cambiare la geometria del disco (Geometry)
- Modificare delle opzioni (Options)
- Scrivere un codice MBR di testdisk nel primo settore del disco (MBR code)
- Cancellare tutti i dati di una tabella di partizione (Delete)
- Ritornare alla selezione dei dischi (Quit)
Per tentare di recuperare la partizione danneggiata occorre scegliere l’opzione Analyse e premere invio.
Il menù di cui ho parlato poco fa è visibile nell’immagine successiva.

Una volta selezionato “Analyse” il tool ci presenterà una schermata con l’elenco delle partizioni che sono presenti sul disco e alla sinistra di ognuna compare un carattere che ne restituisce lo stato. I caratteri utilizzati sono “D“, “P“, “*“, “E“,”L” e indicano:
* – Partizione primaria di Boot
P – Partizione primaria
L – Partizione Logica
E – Partizione estesa
D – Partizione eliminata
Un disco che causa di qualche problema perde le partizioni esistenti si presenterà con una o più righe con la lettera D alla sinistra, ogni riga riporta il nome della partizione eliminata. Alla fine dell’elenco troviamo le opzioni “Quick Search” e “Back Up“, la prima ci permette di effettuare una ricerca rapida all’interno del disco selezionato per individuare file e cartelle mentre la seconda opzione consente di eseguire il backup della struttura trovata in un file di log.
Scegliendo “Quick Search” si presenterà una ulteriore schermata simile a quella visibile qui di seguito.

Osservando bene si nota che alla fine della lista è presente un elenco di comandi corrispondenti ad un tasto della tastiera, per recuperare i dati da una partizione cancellata (con la D affianco) occorre selezionarla con il tasti su e giu, poi premere il tasto “P” per vedere la lista dei file e delle cartelle, a questo punto con il tasto “:” si selezionano le cartelle e i file da copiare e con il tasto “C” il tool ci mostra un’altra schermata per scegliere la cartella di destinazione. In questo caso il tool ci mostrerà come destinazione la sua cartella di installazione, per poter selezionare un disco diverso occorre spostarsi con la selezione sulla line contrassegnata dai “..” e bisogna farlo finchè non ci ritroviamo con l’elenco dei dischi come visibile qui sotto.

La lettera dell’unità disco è visibile alla fine della riga dopo l’ora, a questo punto si preme invio e si naviga all’interno del disco col solito sistema finchè non si arriva alla cartella in cui vogliamo salvare i dati da recuperare, premiamo il tasto “C” e attendiamo che il tool ci confermi l’avvenuta copiature dei file selezionati.
Questo software consente di fare molte altre cosa ma bisogna essere anche un po’ esperti altrimenti si rischia di fare ulteriori danni. Lo scopo è di recuperare prima i dati persi e poi tentare di cambiare lo stato delle partizioni per recuperare il disco senza doverlo ripartizionare nuovamente.
Un altro consiglio è quello di non provare a formattare il disco prima di averlo analizzato con questo tool, o qualsiasi altro, perchè i dati cancellati occupano dei cluster che possono essere sovrascritti dal sistema danneggiando irreparabilmente i file che vogliamo recuperare. Quindi è d’obbligo lasciare il disco com’è e analizzarlo immediatamente con un programma di recupero dati, così si avranno più possibilità di trovare file ancora intatti.
Il software testdisk è scaricabile dal sito: TestDisk
A presto!
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