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Categoria: Software Utile

Sezione dedicata al software utile

XMedia Recode – Convertire file multimediali in qualsiasi formato

8 agosto, 2011 (11:21) | Informatica, Software Utile | Di: neutrino

Al giorno d’oggi sono presenti sul mercato molti dispositivi che permettono di vedere film e ascoltare musica, in certi casi però è meglio convertire  il file che vogliamo salvare sul nostro palmare o telefonino nel formato proprietario del produttore, perchè si guadagna in prestazioni e spazio occupato. E’ vero che il produttore del dispositivo mette a disposizione il software per effettuare le conversioni ma spesso è accoppiato ad altri software che non vorremmo che fossero installati perchè non ci interessano. Come ovviare al problema?

In questo casi ci viene incontro XMedia Recode un programma molto interessante che è in grado di gestire  tutti i formati dei vari produttori esistenti e permette di gestire delle vere e proprie code di lavoro per la conversione di più file contemporaneamente.

All’avvio l’applicazione di presenta come nell’immagine sottostante.

Ok e ora?

Osserviamo la barra del menù che troviamo qui sotto:

Barra del menù di Xmedia Recode

Con in pulsante “Apri file” si può andare a selezionare il file multimediale che ci interessa convertire, il software accetta moltissimi formati e si può usufruire della selezione multipla per importare più file in una sola operazione e poterli elaborare tutti insieme.

Il pulsante “DVD/Blu-ray” ci permette di commutare il software nella modalità di gestione dei DVD e Blu-ray, il pulsante “Apri file” diventa “Apri DVD/Blu-ray” e così si può andare a selezionare il contenuto di un DVD o Blu ray per convertirlo in altri formati di files.

Il pulsante “File” ci riporta nella condizione di lavorare con i file multimediali, tenere presente che il software parte di default con attiva la modalità File.

Una volta aperto il file che vogliamo convertire lo vedremo apparire sotto la barra del menù, nel caso di una selezione multipla compariranno più file uno sotto l’altro, e potremo vederne un sommario delle sue caratteristiche. Ora se lo selezioniamo possiamo andare a scegliere in che formato convertirlo, possiamo decidere di convertire solo il video e molte altre opzioni, comunque è tutto molto intuitivo.

In fondo alla finestra del software ci si deve ricordare di andare a selezionare la cartella dove vogliamo che vengano messi i file convertiti, di default  viene selezionata la cartella Video, presente all’interno dell’utente di windows in uso. A questo punto occorre cliccare sul pulsante “Nuova attività” per mettere in coda di lavoro il file selezionato precedentemente. Questo ci permette di poter caricare più file e aggiungendoli alla lista di lavoro è possibile farli convertire uno dietro l’altro lasciando il nostro computer a lavorare in autonomia. Per rimuovere un file dalla coda di lavoro si deve cliccare sul pulsante “Rimuovi attività“.

Per procedere con la conversione dei file selezionati si deve cliccare sul pulsante “Codifica“, apparirà una piccola finestra che mostrerà lo stato di avanzamento della conversione.

E’ consigliabile non eseguire alcun lavoro con il computer durante la conversione perchè la CPU viene utilizzata al 100% nel lavoro e tutto il sistema si rallenterebbe, occorre lasciare il software a lavorare fino a che non ha finito; il tempo impiegato varia al variare del numero di file da convertire e dalla loro dimensione.

XMedia Recode è scaricabile dal sito del produttore a questo indirizzo: XMedia Recode

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Recuperare i dati persi con Testdisk

12 maggio, 2011 (12:56) | Informatica, Software Utile | Di: neutrino

Con la possibilità di acquistare hard disk di capacità sempre più elevata e a costi sempre più bassi, si è sviluppata la tendenza ad archiviare di tutto, documenti personali, fotografie, video e molto altro senza preoccuparsi di farne delle copie. Il fatto di non preoccuparsi di avere un back up dei propri dati può essere molto pericoloso perchè i dispositivi di massa non durano in eterno e prima o poi il nostro fidato hard disk ci abbandona senza preavviso e sempre sul più bello. Anni fa era praticamente impossibile recuperare i dati persi senza affidarsi ad enti specializzati sborsando molti soldi ma oggi ci vengono in aiuto software gratuiti spesso anche molto potenti, l’unico limite  è la rottura meccanica del dispositivo e in questo caso non si recupera nulla.

Vagando nella rete alla ricerca di un software gratuito e abbastanza potente mi sono imbattuto in un tool chiamato testdisk che mi ha stupito per le potenzialità che ha e  che non ho trovato in altri prodotti. Questo software è disponibile sia per windows, sia per MAC per linux e altri sistemi operativi, non ha un’interfaccia grafica stile windows e questo può disorientare l’utilizzatore ma bastano pochi minuti per prendere subito confidenza con i comandi.

Una volta scaricato l’archivio in formato zip lo si può decomprimere dove si vuole, il software non necessita di installazione e può essere tranquillamente usato da pendrive. Nella cartella decompressa troveremo il file eseguibile (per windows) testdisk_win.exe, cliccandoci due volte sopra si aprirà una finestra stile DOS.

Questo tool ha le seguenti caratteristiche:

  • Ripara le tabelle di partizione e recupera le partizioni eliminate
  • Può recuperare il settore di Boot di una FAT32 da un backup
  • Può ricostruire i settori di boot di partizioni FAT12 / 16 / 32
  • Può ricostruire i settori di boot di partizioni NTFS
  • Può recuperare il settore di boot di una NTFS da un backup
  • Può riparare un MFT
  • Può copiare i dati di partizioni cancellate del tipo FAT, NTFS, ext2/ext3/ext4
  • Può recuperare i file cancellati da partizioni FAT, NTFS ed ext2.

Io ho avuto modo di testare questo programma proprio per recuperare i dati da un hard disk che ha perso tutte le partizioni a seguito di un crash di windows che ha danneggiato la tabella delle partizioni. Generalmente ci si scoraggia subito quando il nostro hard disk viene visto ma il sistema ci chiede di formattarlo perchè lo rileva come se fosse nuovo e non partizionato. Invece il dispositivo è finito in uno stato definito RAW, grezzo, in pratica con le partizioni non definite ma molto spesso i dati ci sono, è il sistema operativo che non è in grado di capire come sono memorizzati. Avevo già provato a recuperare le partizioni con software di altri produttori ma senza successo e quello che mi ha colpito di testdisk è stata l’estrema facilità di accesso ai dati e il recupero successivo per farne un backup prima di tentare di riparare la tabella di partizione.

La prima schermata che ci si presenta una volta lanciato l’applicativo ci permette di scegliere se creare un file di log, continuare a scrivere in un file già esistente o non creare per niente il file. Per scegliere è sufficiente spostarsi con i tasti di direzione su una delle tre opzioni e premere “INVIO“. Di seguito la schermata iniziale.

Dopo aver scelto cosa fare con il file di log, la schermata successiva ci presenta l’elenco degli hard disk rilevati indicandoci la loro capacità e il modello, anche in questo caso basta schiacciare i tasti di direzione per selezionare il disco che ci interessa, con i tasti destro e sinistro si deve decidere se procedere (Proceed) o abbandonare (Quit). La schermata di selezione è la seguente:

Procedendo ci si presenterà una schermata in cui dobbiamo selezionare il tipo di partizione che intendiamo analizzare o che prima era memorizzata sul disco che stiamo testando Qui un utente poco esperto può rimanere disorientato; il tipo di tabella di partizione di un pc windows è Intel/PC partition. Nell’immagine successiva è possibile vedere l’elenco che ci apparirà.

Premendo “Invio” si conferma per quale tipo di computer si deve analizzare il disco e la schermata successiva ci mostra le opzioni disponibili per il tipo di recupero che dobbiamo fare. Come è visibile nella prossima immagine è possibile:

  • Analizzare il disco per trovare le partizioni perdute (Analyse)
  • Usare degli strumenti avanzati per il filesystem (Advanced)
  • Cambiare la geometria del disco (Geometry)
  • Modificare delle opzioni (Options)
  • Scrivere un codice MBR di testdisk nel primo settore del disco (MBR code)
  • Cancellare tutti i dati di una tabella di partizione (Delete)
  • Ritornare alla selezione dei dischi (Quit)

Per tentare di recuperare la partizione danneggiata occorre scegliere l’opzione Analyse e premere invio.

Il menù di cui ho parlato poco fa è visibile nell’immagine successiva.

Una volta selezionato “Analyse” il tool ci presenterà una schermata con l’elenco delle partizioni che sono presenti sul disco e alla sinistra di ognuna compare un carattere che ne restituisce lo stato. I caratteri utilizzati sono “D“, “P“, “*“, “E“,”L” e indicano:

* – Partizione primaria di Boot

P – Partizione primaria

L – Partizione Logica

E – Partizione estesa

D – Partizione eliminata

Un disco che causa di qualche problema perde le partizioni esistenti si presenterà con una o più righe con la lettera D alla sinistra, ogni riga riporta il nome della partizione eliminata. Alla fine dell’elenco troviamo le opzioni “Quick Search” e “Back Up“, la prima ci permette di effettuare una ricerca rapida all’interno del disco selezionato per individuare file e cartelle mentre la seconda opzione consente di eseguire il backup della struttura trovata in un file di log.

Scegliendo “Quick Search” si presenterà una ulteriore schermata simile a quella visibile qui di seguito.

Osservando bene si nota che alla fine della lista è presente un elenco di comandi corrispondenti ad un tasto della tastiera, per recuperare i dati da una partizione cancellata (con la D affianco) occorre selezionarla con il tasti su e giu, poi premere il tasto “P” per vedere la lista dei file e delle cartelle, a questo punto con il tasto “:” si selezionano le cartelle e i file da copiare e con il tasto “C” il tool ci mostra un’altra schermata per scegliere la cartella di destinazione. In questo caso il tool ci mostrerà come destinazione la sua cartella di installazione, per poter selezionare un disco diverso occorre spostarsi con la selezione sulla line contrassegnata dai “..” e bisogna farlo finchè non ci ritroviamo con l’elenco dei dischi come visibile qui sotto.

La lettera dell’unità disco è visibile alla fine della riga dopo l’ora, a questo punto si preme invio e si naviga all’interno del disco col solito sistema finchè non si arriva alla cartella in cui vogliamo salvare i dati da recuperare, premiamo il tasto “C” e attendiamo che il tool ci confermi l’avvenuta copiature dei file selezionati.

Questo software consente di fare molte altre cosa ma bisogna essere anche un po’ esperti altrimenti si rischia di fare ulteriori danni. Lo scopo è di recuperare prima i dati persi e poi tentare di cambiare lo stato delle partizioni per recuperare il disco senza doverlo ripartizionare nuovamente.

Un altro consiglio è quello di non provare a formattare il disco prima di averlo analizzato con questo tool, o qualsiasi altro, perchè i dati cancellati occupano dei cluster che possono essere sovrascritti dal sistema danneggiando irreparabilmente i file che vogliamo recuperare. Quindi è d’obbligo lasciare il disco com’è e analizzarlo immediatamente con un programma di recupero dati, così si avranno più possibilità di trovare file ancora intatti.

Il software testdisk è scaricabile dal sito: TestDisk

A presto!

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Antivirus – Proteggere il PC con Avira

23 marzo, 2011 (23:05) | Informatica, Software Utile | Di: neutrino

Usare il computer  per navigare in internet senza alcuna protezione da virus informatici equivale ad imbarcarsi su una barca senza un salvagente, non ci servirà mai ma è sempre meglio indossarlo. L’antivirus ha la stessa funzione del giubbotto di salvataggio ma ci serve per evitare che programmi indesiderati e incontrollabili violino il nostro computer e carpiscano i nostri dati personali.

In passato ho provato diversi antivirus per rendermi conto dell’impatto a livello di risorse del computer  che hanno questi servizi e a parer mio un buon antivirus, oltre ad essere costantemente aggiornato dal produttore, deve impegnare il meno possibile il computer per non creare inutili rallentamenti nel suo normale utilizzo. Ebbene molti antivirus di blasonati produttori sono anche molto dispendiosi di risorse e spesso creano dei rallentamenti inutili e immotivati del sistema operativo e del pc stesso.

L’antivirus che sto adottando con soddisfazione ormai da tre anni è AVIRA, leggero, gratuito, affidabile e facile da usare. Questo software di protezione viene caricato all’avvio del sistema operativo, controlla subito se ci sono aggiornamenti disponibili ed eventualmente si aggiorna, poi inizia a monitorare i file che vengono aperti dall’utente per segnalare eventuali programmi pericolosi. Possiamo capire se il servizio di antivirus è in funzione verificando che l’ombrellino, simbolo noto di questo programma, visibile sulla barra in basso a fianco dell’orologio risulti aperto. L’icona deve apparire come mostrato nell’immagine sottostante.

 

Se clicchiamo con il tasto destro del mouse sull’icona apparirà un menù a tendina con diverse opzioni, tra cui l’avvio forzato degli aggiornamenti ma per entrare nel software occorre selezionare la voce “Avvia Antivir“. Comparirà la schermata che vedete qui sotto.

 

Come è possibile notare il software ci mostra lo stato nella scheda panoramica con l’icona verde col segno di spunta se la voce  indicata funziona correttamente o l’icona rossa con la X al centro se c’è qualche problema. La voce panoramica contiene anche i sottomenù Eventi e Report.

Nel sottomenù Eventi è possibile verificare eventuali segnalazioni di virus o problemi di funzionamento del programma, la schermata è visibile qui sotto.

 

Nel sottomenù Report troviamo i risultati degli aggiornamenti. Dopo la scheda panoramica troviamo la “Protezione Locale” da cui possiamo lanciare delle scansioni mirate, per esempio solo di alcune cartelle, dischi ecc…

La scheda Protezione locale è visibile nell’immagine sottostante.

 

Come è possibile notare ci sono già delle scansioni preimpostate, per esempio quella sui dischi rimovibili, oppure è possibile utilizzare la scansione manuale che permette di decidere quale disco verificare. Il sottomenù Guard restituisce una finestra dove compaiono le informazioni dell’ultimo virus rilevato nel sistema con una statistica dei file scansionati, di quelli trovati infetti e di quelli riparati.  L’ultima scheda del menù è Amministrazione che contiene i sottomenù Quarantena e Scheduler. Nella sezione quarantena troveremo gli eventuali file infetti che il sistema sposta in una cartella protetta dove il virus non può fare danni, invece il sottomenù scheduler serve per impostare delle scansioni ad orari predefiniti.

Nel menù presente subito sotto la barra del titolo troviamo le voci File, Visualizzazione, Extra, Aggiornamento e Guida in linea. La voce file serve soltanto per chiudere il programma, visualizzazione richiama i menù che abbiamo visto poco fa, la voce extra ci permette di eseguire una scansione del record di avvio del computer, di vedere la lista dei rilevamenti e di configurare Avira.  Osserviamo la schermata di configurazione nell’immagine sottostante.

 

Ho espanso tutte le voci di ogni sezione per poterle spiegare senza dover inserire troppe immagini all’articolo. Cominciamo con la sezione Sistema di scansione. In questo menù si può andare a modificare il comportamento dell’antivirus durante la scansione e come gestire l’euristica e i report. Il menù Guard è molto simile come opzioni al precedente, in pratica Sistema di scansione riguarda la scansione lanciata dall’utente mentre il guard è relativo a quella in background durante l’utilizzo del PC. La parte Aggiornamento ci permette di configurare gli aggiornamenti automatici con possibilità anche di disattivarli. Il  menù Generale ci permette di scegliere da quali minacce vogliamo essere difesi, come gestire la sicurezza e come gestire gli avvisi. E’ possibile attivare la modalità di configurazione per esperti ma non la tratterò qui perchè già le impostazioni base sono ottime. L’unica cosa da tenere presente e che la versione gratuita di Avira non controlla le e-mail se usate un client di posta per scaricarle sul PC, ma in questo caso basta il semplice buon senso di non aprire file che ci arrivano da persone a noi sconosciute.

Ricordate sempre che è sconsigliatissimo aggirarsi per internet senza un’adeguata protezione da virus perchè spesso neanche vi accorgete di aver scaricato un programma pericoloso ma l’antivirus se ne accorge all’istante.

Il software può essere scaricato a questo indirizzo: Avira Antivir Personal

Spero di essere stato chiaro, a presto !

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Sincroniziamo i dati tra più computer con Allway Sync

20 febbraio, 2011 (21:32) | Informatica, Software Utile | Di: neutrino

La digitalizzazione delle immagini e dei nostri documenti personali ci porta ad avere gli stessi file su due o tre supporti diversi, se non addirittura computer diversi. Così non siamo mai sicuri di quali file siano più aggiornati degli altri e, soprattutto, come farne un back up sempre aggiornato in pochi minuti?

Per queste e a molte altre esigenze ci viene in aiuto un software gratuito ma molto performante, il suo nome è Allway Sync. Io lo uso da diverso tempo ormai e mi trovo molto bene, sono abbastanza fissato con il backup dei miei dati e questo software mi ha permesso di eseguire back up e sincronizzazioni in sicurezza e in modo facile e veloce.  Io utilizzo un disco esterno su rete ethernet e un disco interno sul computer per memorizzare i miei dati importanti, tra tutti le mie fotografie. Il disco di rete funge da back up principale e quello interno del computer funge da secondario, il problema era renderli identici ogni volta senza dover effettuare a mano le modifiche e rischiare di fare qualche errore.

Allway Sync confronta i due dischi e sostituisce i file aggiornati, elimina quelli che non esistono più dal confronto e aggiunge quelli nuovi, questo comportamento è modificabile, si può scegliere se eguagliare i due dischi, o cartelle, o modificarne solo una. Dopo l’installazione la prima schermata si presenta come visibile sotto.

 

La schermata iniziale ci mostra l’ultimo lavoro eseguito, nel caso del primo avvio sarà vuoto, in modo che possiamo rieseguirlo. Iniziamo impostando la lingue del software in Italiano cliccando sulla voce Language nel menu principale e scegliendo Italiano. Possiamo creare un lavoro (job) cliccando sulla voce Lavoro nel menù principale e scegliendo dal menù a tendina la voce Aggiungi nuovo lavoro. Fatto questo comparirà una nuova tab chiamata new job 1 che potremo rinominare cliccandoci sopra col tasto destro del mouse e scegliendo Rinomina lavoro dal menù a tendina.

L’interfaccia utente è molto semplice ed intuitiva, il box bianco sotto la tab del lavoro corrente serve per visualizzare i messaggi e l’elenco dei file che sono stati comparati ed il risultato della comparazione. Subito sopra a sinistra c’è il campo per immettere il percorso della prima cartella che è quella di origine e quindi comanda i cambiamenti nella seconda, a destra si immette il percorso della seconda cartella; ovviamente è abilitato l’esplora risorse per cercare la cartella nei dischi del computer. Tra i due campi c’è una freccia che indica quale cartella, o disco, verrà aggiornata e la doppia freccia sinistra – destra indica che saranno resi identici i due archivi di dati. Questo significa che, se non si indicano regole diverse il secondo archivio verrà reso identico al primo, saranno sia cancellati che aggiunti i file. Nell’immagine sotto è possibile vedere le opzioni di sincronizzazione.

Occorre prestare un po’ di attenzione con la scelta delle opzioni perchè le modifiche effettuate sulla cartella di destinazione non sono più recuperabili, quindi i file aggiornati o eliminati non possono più essere riportati allo stato precedente. Io uso la sincronizzazione da sinistra verso destra, il che significa usare l’archivio di sinistra come master e quello di destra come slave; in questo caso viene modificato solo il contenuto di un volume,  quello selezionato a destra, mentre il volume di origine rimane invariato. Il sistema che ho descritto va bene per i backup con aggiornamento dei dati mentre se avete bisogno di sincronizzare i file tra due computer, passando attraverso una pen drive o un disco esterno, conviene utilizzare la modalità doppia sinistra – destra, in questo modo sarete sicuri di avere gli stessi file alla stessa versione su tutti e due i computer.

Il software vi permette anche di pianificare le sincronizzazioni semplicemente cliccando col destro sulla tab col nome del lavoro, e scegliendo dal menù a tendina la voce Proprietà e poi dalla finestra che vedete sotto si può gestire la sincronizzazione automatica.

 

Cliccando su Sincronizzazione si aprirà una finestra di windows dove possiamo scegliere di usare le operazioni painificate del sistema operativo ed il gioco è fatto, potremo scegliere in quale giorno e a quale ora effettuare la sincronizzazione. Il software è corredato da un help in linea molto utile e chiaro che i primi tempi sarà utile tenere a portata di mouse.

Potete scaricare il programma dal sito del produttore a questo indirizzo: Allway Sync

A presto!

 

 

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Proteggi i tuoi dati con TrueCrypt

14 febbraio, 2011 (10:07) | Informatica, Software Utile | Di: neutrino

Con l’avvento delle pendrive e di tutti quei dispositivi di piccole dimensioni che ci permettono di portare con noi le nostre fotografie, i nostri documenti di lavoro e anche molti dati personali c’è anche il rischio di perdere o dimenticare questi dispositivi da qualche parte e, non sapendo chi può trovarli, avere il terrore su cosa ci faranno con il contenuto della pendrive o dell’hard disk portatile trovato. Allora come portare con noi i nostri documenti importanti per averli sempre pronti all’uso ed essere al sicuro da eventuali furti o smarrimenti?

La domanda trova risposta in diversi software di criptografia che promettono di rendere inviolabili i dati contenuti nella cartella protetta, uno dei più famosi è TrueCrypt che uso ormai da diverso tempo con soddisfazione. L’unica cosa che occorre tenere presente è che per accedere ai dati protetti su altri computer occorre avere installato il software di gestione, poco male se i dati vi servono a casa e in ufficio, un po’ seccante se dovete accedervi da un computer di qualcuno che non usa il vostro sistema di criptazione.

Passiamo ora ad analizzare il funzionamento di TrueCrypt,di cui è possibile vedere qui sotto la schermata principale.

 

Qui vediamo elencate le lettere disponibili per aggiungere una unità disco al sistema, prima di poter salvare i dati in formato criptografato occorre creare un volume cliccando sul pulsante Create Volume subito sotto l’elenco dei dischi. Si aprirà una finestra per la creazione del volume criptato che può essere una partizione, un file che verrà gestito come se fosse un disco oppure la possibilità di criptare l’intero disco di sistema del votro computer. Qualsiasi delle impostazioni scelte richiederà una password per poter accedere ai dati. Per i miei dati personali io uso la creazione di una partizione in una pendrive di modeste capacità, tipo 4Gb o meno, perchè sono più che sufficienti per contenere file di testo e documenti importanti. Per creare una partizione codificata occorre selezionare la seconda opzione, Encrypt a non-system partition/drive, come visibile sotto.

 

Cliccando su Next si accede alla schermata dove dobbiamo scergliere se creare un volume standard o nascosto, di solito uso lo standard e clicco su Next. Si aprirà una finestra dove occorre selezionare l’unità che intendete proteggere e cliccate su Next.

ATTENZIONE! Nella finestra successiva si possono scegliere due modalità di creazione, la prima permette di creare e formattare il volume mentre la seconda permette di creare il volume senza intaccare i dati presenti. ESEGUITE SEMPRE UN BACK UP DI SICUREZZA DEI DATI OPPURE USATE UNA PEN DRIVE NUOVA!!

Selezionata la modalità di creazione clicchiamo ancora su Next per passare alla fase successiva, si aprirà una finestra come quella mostrata qui sotto.

 

Qui occorre scegliere il tipo di criptazione desiderato, io scelgo il tipo AES con algoritmo RIPEMD-160, una volta fatto cliccare su Next. Verrà visualizzato un messaggio che vi chiederà di verificare se il volume e le dimensioni corrispondo a quello che avete scelto, per andare avanti cliccare su Next. La schermata successiva serve per scegliere la password da utilizzare per accedere ai dati, usate sempre una password lunga e mista con lettere, numeri e caratteri particolari; la lunghezza massima consentita è di 64 caratteri. Per continuare cliccare su Next e apparirà una schermata dove vi verrà chiestio di muovere il mouse il più allungo possibile per creare una chiave di criptazione più sicura possibile, quandopensate che possa essere abbastanza complicata cliccate su format e il software formatterà la partizione, a fine formattazione apparirà un’altra schermata di conferma dove dovrete premere Exit.

La pendrive criptata che abbiamo creato non sarà visibile da windows, infatti se provate ad accedere alle risorse del computer e provate a cliccarci per aprirne il contenuto, windows vi dirà che non è possibile accedere all’unita e di formattarla. Nessun problema è tutto normale perchè dovrete sempre montarla prima dall’interfaccia di TrueCrypt per poterla usare. Quindi ritornate alla schermata principale di TrueCrypt e selezionate una lettera per l’unità che dovete montare dalla lista di quelle disponibili e poi cliccate su Select Device e selezionate la pendrive appena creata. Fatto questo cliccate su Mount per montare la partizione criptata,vi comparira la finestra di richiesta della password, inseritela e cliccate su Ok. A questo punto troverete nelle risorse del computer una nuova unità con la lettera da voi scelta precedentemente, quella è la vostra pendrive criptata ora accessibile.

Mi raccomando osservate sempre questa regola: ESEGUITE SEMPRE UN BACK UP DI SICUREZZA DEI DATI OPPURE USATE UNA PEN DRIVE NUOVA prima di creare un’ unità criptata.

Potete scaricare il software dal sito TrueCypt

A presto.

 

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